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Castello Dentice di Frasso di Carovigno Castello Dentice Di Frasso Il castello di Carovigno sorge in posizione panoramica, sul punto
più alto delpaese e, per questo, strategicamente più adatto alla difesa. Si presenta a pianta triangolare, con una torre quadrata sul vertice orientale, una circolare sul vertice occidentale e una "a mandorla" sul vertice settentrionale. Dall'alto delle torri si domina tutta la fascia costiera che si estende da Torre Canne sino a Brindisi. Il primo nucleo del Castello con ogni probabilità di origine normanna, è da identificarsi nella torre quadrata a forte controscarpa adiacente Porta Ostuni. Sul lato sud, a ridosso di questa torre doveva svilupparsi il "palatium" descritto nell'Inventario di Maria d'Enghien del 1440. Le fabbriche successive a questa data insistono sulla zona nord, inglobando in una struttura triangolare sia la torre quadrata, normanna, sia quella circolare, forse aragonese. Il torrione a mandorla posto sullo spigolo nord-est fu fatto costruire, tra Quattro e Cinquecento, dai Loffreda, feudatori di Carovigno in questo periodo come testimonia la presenza dell'arma di matrimonio di Pirro Loffreda, murata nella stessa torre. Pare che i costruttori della torre a mandorla di Carovigno abbiano subito l'influsso dell' architetto senese Francesco di Giorgio Martini, la cui presenza in Puglia è attestata nel 1492 per sopraintendere alla costruzione delle piazzeforti di Taranto, Otranto, Gallipoli e Brindisi. Fino agli ultimi anni del '700, il castello, prende sempre più la caratteristica di abitazione signorile.In quel periodo il castello è soggetto a diversi passaggi di proprietà: da Ottavio Serra (che ricordiamo ha edificato il castello di Serranova, ottenendo il titolo di marchese di Serranova) al vescovo Scipione Costaguti nel 1653, da questi nel 1661 a Giuseppe Castaldi, quindi a Giulio di Sangro nel 1684, ed infine al barone Nicola Granafei nel 1702 Nel 1792 il castello di Carovigno con il relativo feudo vengono venduti in assoluto e senza obblighi di feudalità al principe Gerardo Dentice di Frasso, ma la fortezza cade nell'abbandono, fino ai "restauri" del 1906-1916. Si intervenne sul coronamento ricostruendo "in stile" le merlature, le caditoie e alcune parti mutile della tessitura muraria, si costruì, infine, un loggiato sugli spalti e un portico-altana a sei archi che affaccia sul cortile interno. Il complesso residenziale, destinato negli anni 30 dai Principi Dentice di Frasso a sede di lanificio, di proprietà dell'Amministrazione Provinciale è concesso in uso al Comune che, dopo aver completato i restauri, destinerà la struttura ad attività socio-culturali (museo, biblioteca, archivio comunale, ecc.). | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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